Marketing

Il problema del marketing digitale non è la tecnologia

È la superficialità, l’autoreferenzialità e le metriche “rumorose”

Lavoro con e su internet da quando questo lavoro non esisteva e ho sempre più la sensazione che molti contenuti sul marketing digitale non siano scritti per imprenditori, aziende o persone che devono davvero prendere decisioni.

Sembrano invece scritti soprattutto per compiacere, o contrariare, i colleghi, sfruttare le “falle” dell’algoritmo (commenta e ti invio il pdf in DM), massimizzare l’engagement e la performance del post stesso… e forse è anche normale.

I social hanno lentamente trasformato il marketing in una continua gara di attenzione, dove spesso conta più sembrare competenti che esserlo davvero.

Fuori da LinkedIn, dai webinar motivazionali e dalle dashboard piene di grafici colorati… esiste il mondo reale. Imprenditori, aziende e professionisti che devono gestire centinaia di variabili per tenere la rotta e; fra regolamentazioni sempre più assurde e stringenti, margini sempre più stretti, costi in aumento, problemi logistici, clienti meno prevedibili, budget limitati e concorrenza aggressiva; chi gestisce davvero un business ha poco tempo da perdere sui social.

Di conseguenza, quando ha un problema concreto non scorre il display di uno smartphone in cerca di storytelling artificiale o slogan motivazionali costruiti per ottenere applausi. Cerca qualcuno che sappia leggere la situazione con lucidità.

La tecnologia non è il problema

Negli ultimi anni il marketing è cambiato profondamente. L’automazione è aumentata (e lo dicevo già nel 2020 in Marketing Spirituale), l’intelligenza artificiale è entrata ovunque, le piattaforme pubblicitarie sono diventate sempre più sofisticate (e hanno bisogno di sempre meno “manutenzione”) e gli strumenti di analisi sono potentissimi.

Eppure, paradossalmente, molte strategie sembrano oggi più superficiali di dieci anni fa.

Perché?

Perché avere più dati non significa automaticamente avere più comprensione, anzi, come ho scritto nell’articolo “Segnale vs Rumore“, molto spesso significa avere più confusione, più distrazioni, più KPI da mostrare, più numeri da interpretare male!

Nel marketing digitale esiste una vera ossessione per le metriche.

CTR. ROAS. CPA. CPM. Engagement. Reach. Retention.

Tutte metriche utili, certo. Ma solo se inserite dentro un contesto reale. E solo se hanno senso per l’obiettivo che si vuole raggiungere.

Perché un ROAS “superiore a X” non significa automaticamente che un’azienda stia bene.
Così come un CTR alto non significa che una strategia stia funzionando davvero.

A volte le campagne “perfette” sulla carta sono quelle che creano più problemi operativi, più pressione sul magazzino o margini peggiori. Sono tutti bravi a “scamazzare” il margine nel periodo del Black Friday e natalizio per pompare il fatturato, per fare bella figura in riunione, prima che poi arrivi il report del CRM con il numero di spedizioni in ritardo/perse/danneggiate per via dei volumi ingestibili dalle logistiche in quei periodi di frenesia.

Ma queste cose raramente entrano nei post LinkedIn.

Perché sono meno sexy. Più difficili. Più reali. E soprattutto non sono visibili subito, ma solo successivamente, dopo aver preso atto dei dati reali: dal flusso di cassa fra entrate, uscite, resi, rimborsi, merce smarrita o danneggiata.

Ritorno a contenuti più “lenti”

Ed è anche per questo che negli ultimi tempi sto tornando a dare più importanza al mio sito personale, non perché i social siano inutili, forse più perché credo ancora nel valore di contenuti:

  • più profondi
  • meno dipendenti dagli algoritmi
  • ricercabili nel tempo
  • capaci di aiutare davvero qualcuno

Forse oggi il vero lusso online non è pubblicare di più. È avere qualcosa di reale da dire.

Vuoi confrontarti sul tuo business o sulla tua strategia marketing?

Negli ultimi 15+ anni ho lavorato con aziende, eCommerce e professionisti in settori molto diversi tra loro.

Oggi il mio approccio unisce:

  • marketing digitale
  • visione strategica
  • analisi dei dati
  • esperienza reale sul campo
  • confronto umano e decisionale

Se senti che nel tuo business c’è troppo rumore o semplicemente hai bisogno di un confronto lucido e concreto, puoi contattarmi per una prima call conoscitiva gratuita.

A volte avere qualcuno con cui osservare il problema da una prospettiva diversa può fare più differenza di qualsiasi dashboard.

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