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Il problema del marketing digitale non è la tecnologia
È la superficialità, l’autoreferenzialità e le metriche “rumorose” Lavoro con e su internet da quando questo lavoro non esisteva e ho sempre più la sensazione che molti contenuti sul marketing digitale non siano scritti per imprenditori, aziende o persone che devono davvero prendere decisioni. Sembrano invece scritti soprattutto per compiacere, o contrariare, i colleghi, sfruttare le “falle” dell’algoritmo (commenta e ti invio il pdf in DM), massimizzare l’engagement e la performance del post stesso… e forse è anche normale. I social hanno lentamente trasformato il marketing in una continua gara di attenzione, dove spesso conta più sembrare competenti che esserlo davvero. Fuori da LinkedIn, dai webinar motivazionali e dalle dashboard…
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Coaching: perché le aziende che coltivano le persone vincono?
Il punto focale del coaching non è insegnare. È creare le condizioni perché l’apprendimento emerga. Sembra una distinzione sottile invece può essere è considerato un cambio di paradigma radicale, soprattutto nel mondo del lavoro e della “burocrazia” aziendale. Un cambio che John Whitmore ha saputo rendere chiaro e concreto, riprendendo e sviluppando le intuizioni presenti in “The Inner Game” di Timothy Gallwey. Il coaching, nella sua forma più autentica, non nasce per dire alle persone cosa fare meglio. Nasce per liberare il potenziale che già possiedono. Gli esseri umani non sono contenitori vuoti Per decenni – in azienda, a scuola, nello sport – ha dominato una visione meccanicistica dell’essere umano.…





