Cultura,  Marketing

Il mio vantaggio competitivo…

Il mio vantaggio competitivo è leggere tutti quei libri che non servono a niente, nell’epoca in cui tutto deve “servire subito”.

È leggere letteratura dell’800 e del ‘900 mentre tutti rincorrono strumenti AI che cambiano ogni tre settimane.

È scrivere quei libri che nessuno vuole leggere, eppure nell’introduzione di Marketing Spirituale già nel 2020 scrivevo di quello che sta succedendo.

Approccio “M-shaped”

Il mio vantaggio competitivo è avere un approccio “M-shaped”.
Non eccello in una singola skill verticale, ho interessi e competenze in diversi campi non necessariamente collegati fra loro.

Il mio vantaggio competitivo è che non passo le giornate a nutrire modelli con le mie skill tecniche, ripetibili e automatizzabili. Queste presto diventeranno parte integrante dei sistemi che sostituiranno chi gliele ha insegnate.

Non mi interessa competere sulle skill che possono (o potranno a breve) essere replicate con un prompt.

Cerco il segnale.
Ignoro il rumore.

Fiducia

Il mio vantaggio competitivo è non fidarmi troppo delle istituzioni, delle big tech, delle narrazioni ufficiali e dell’entusiasmo collettivo.

Perché i sistemi informativi e tecnologici non sono costruiti per proteggere la profondità umana. Sono costruiti per altre priorità, ambiscono a obiettivi diversi.

Il mio vantaggio competitivo è il tempo, io ho rallentato…

Formazione perpetua dei criceti

Mentre molti passano ore ad aggiornarsi su centomila strumenti AI, provo a costruire qualcosa che non potrà essere colmato da un prompt: sensibilità, idee, visione, cultura personale.

Pensate che l’AI vi renda 10x più produttivi, la realtà è che rende anche gli altri 10x o 100x più produttivi, quindi il vantaggio competitivo che pensate di avere non esiste… lavorate di più per produrre lo stesso…

Non state uscendo dalla ruota del criceto… semplicemente adesso la ruota gira da sola, non siete più voi a farla girare e dovete rincorrerla… e più tempo ci resterete dentro più vi farete male quando ne uscirete (ammesso che riusciate a farlo).

L’Idiota

Potrete chiedere all’AI il riassunto de “L’idiota” di Dostoevskij.

Ma non sarà mai come averlo letto davvero. Non sarà mai come aver lasciato che quelle pagine interagissero lentamente con il vostro modo di pensare, creando nuovi collegamenti neuronali.

Il mio vantaggio competitivo è diventare più umano mentre il mondo prova disperatamente a diventare più artificiale.

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